Campi di apprendimento

Happy - felici di crescere si presenta come una linea di giochi strutturati nel rispetto delle tappe di sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino. Ogni attività richiesta mette in moto operazioni mentali utili per la formazione di una mente duttile, creativa e allenata al problem solving.

Il progetto Happy - felici di crescere è strutturato nei 7 campi di apprendimento comunemente riconosciuti dalla pedagogia moderna. Ogni prodotto approfondisce uno specifico campo di apprendimento, facilmente identificabile dal colore della scatola e dall'icona in evidenza, orientando in modo consapevole la scelta.

  • I numeri
  • Il linguaggio
  • Il corpo e i sensi
  • Spazio e tempo
  • Fantasia e creatività
  • Emozioni e relazioni
  • Conoscenza del mondo
  • I numeri

    Acquisire competenze nel campo dell’apprendimento logico-matematico significa manipolare, stabilire relazioni tra le cose, imparare a riflettere sui fenomeni attraverso l’osservazione e il confronto tra qualità, quantità, caratteristiche dei materiali.

    Il gioco diventa quindi un mezzo privilegiato per sviluppare le capacità di raggruppamento, ordinamento, quantificazione e misurazione dei fatti della realtà. Esso offre occasioni di esperienza numerica e geometrica, di classificazione di oggetti e consente di stabilire la corrispondenza tra le quantità e la loro rappresentazione simbolica convenzionale attraverso il numero.

    Si tratta in sostanza di educare il bambino al pensiero logico e analitico orientato alla soluzione di problemi, alla scomposizione delle procedure, modalità indispensabili per affrontare il coding e il pensiero computazionale, operazioni necessarie per possedere il linguaggio tecnologico e diventarne utenti non passivi, ma consapevoli.

  • Il linguaggio

    Lo sviluppo del linguaggio è lo specchio primario della capacità di pensiero e di costruzione dei meccanismi mentali di rappresentazione della realtà. Favorire l’acquisizione del codice linguistico e della sua rappresentazione convenzionale significa, perciò, fornire al bambino uno strumento formidabile per l’espressione di sé e per la comunicazione con gli altri.

    Per il raggiungimento di questi obiettivi è fondamentale la manipolazione di lettere e parole, nonché la pratica della lettura che significa ascoltare storie, ma anche raccontare esperienze e tradurle in significati personali per arricchire il lessico e il vocabolario e avere accesso anche ai più complessi contenuti del sapere.

  • Il corpo e i sensi

    Nei primi due anni di vita, ma con modalità che resteranno anche nel futuro, il bambino conosce la realtà solo attraverso i canali sensoriali: tatto, udito, odorato, gusto e vista rappresentano cioè le “finestre” attraverso cui egli percepisce e conosce ciò che è altro da sé.

    Da questa scoperta, riferibile a Jean Piaget e confermata dalla successiva psicologia dello sviluppo, deriva l’importanza di affinare le capacità sensoriali attraverso la predisposizione di giochi e materiali ad hoc, come ci insegna l’articolata proposta in questo settore, della pedagogista Maria Montessori.

    Avere consapevolezza del proprio corpo, possederne lo schema e la possibilità di movimento non rappresenta dunque un completamento delle conoscenze del bambino, ma ne costituisce piuttosto la base imprescindibile.

  • Spazio e tempo

    L’acquisizione delle coordinate spazio-temporali rappresenta uno degli apprendimenti più importanti, e anche più complessi, nella formazione della mappa cognitiva del bambino.

    È importante pertanto che fino dai primi anni egli faccia esperienze che gli consentano di padroneggiare lo spazio che lo circonda, di indagarlo nei suoi aspetti fondamentali quali dimensioni, direzioni e caratteristiche ambientali.

    Altrettanto decisiva sarà la conquista del concetto di tempo e della sua misurazione, nonché di successione, durata e ciclicità degli eventi.

    Attraverso giochi predisposti per questi scopi, il bambino rafforzerà la consapevolezza della propria collocazione nel “dove” e “quando” strutturando così un sano senso della realtà e delle modalità in cui viverla.

  • Fantasia e creatività

    La fantasia creatrice si sviluppa nel bambino dopo un periodo di prevalente imitazione dell’altro e ne rappresenta un’evoluzione, un livello superiore nell'approccio alla realtà.

    Essa non va intesa solo come la capacità di astrarsi dalla realtà per costruire mondi immaginari, ma rappresenta invece una modalità di interpretare in modo originale e creativo i dati oggettivi, capacità utilissima anche per lo sviluppo del pensiero logico e per la scoperta di soluzioni “divergenti”.

    La lettura offre in questo caso uno strumento perfetto per far immaginare mondi, senza fornire al bambino le soluzioni prefabbricate dell’immagine e dei giocattoli che non lasciano spazio a usi alternativi.

  • Emozioni e relazioni

    Fino dai primi anni di vita il bambino vive immerso in relazioni all'interno delle quali costruisce il senso di sé e delle proprie specificità individuali. Le relazioni infatti rappresentano il luogo primario in cui si vivono esperienze emotive essenziali per la strutturazione della personalità.

    È importante dunque che egli impari da subito a riconoscere ciò che sta provando e riceva gli strumenti corretti per esprimerlo in modo utile a sé e accettato dal contesto sociale. Rabbia, paura, entusiasmo e ogni altra emozione, se riconosciuta e padroneggiata diventa alleata della crescita, per la formazione di un adulto maturo ed equilibrato.

  • Conoscenza del mondo

    La conoscenza del mondo significa dare una risposta allo stupore con cui i bambini si avvicinano a tutto ciò che li circonda, significa favorire l’esplorazione diretta, la scoperta e la prima sistematizzazione delle conoscenze riguardanti la realtà naturale e artificiale.

    E poiché l’attività cognitiva, come sostenuto da pedagogisti di tutti i tempi quali Bruner, Vygotsky, Dewey e Freinet fino ad arrivare a Gardner e Morin, è un continuo processo di ricostruzione delle conoscenze, è necessario non solo procurare esperienze al bambino, ma fare in modo che egli rifletta sull’esperienza fatta, che possa ragionarci sopra affinché i concetti appresi vengano fissati nella mente ed estesi a fenomeni simili.

    Attraverso l’interiorizzazione di questo metodo il bambino conserverà l’approccio giusto per raggiungere la conoscenza dei fenomeni del mondo.

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